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	<title>Dolore Archives &#183; Dott.ssa Claudia Monti</title>
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	<description>Medico e osteopata a Milano, integra valutazione medica e trattamento osteopatico per dolore persistente e disturbi funzionali.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 16 Jun 2026 13:53:48 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Dolore Archives &#183; Dott.ssa Claudia Monti</title>
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		<title>Vulvodinia e dolore pelvico cronico: una lettura integrata dei fattori coinvolti</title>
		<link>https://monticlaudia.it/articolo/vulvodinia-e-dolore-pelvico-cronico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 17:55:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area pelvica]]></category>
		<category><![CDATA[Dolore]]></category>
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<h2 class="wp-block-heading">Manifestazioni possibili</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il dolore pelvico cronico è una&nbsp;<strong>condizione complessa</strong>&nbsp;che può declinarsi in modi molto diversi da individuo a individuo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune donne riferiscono principalmente bruciore o dolore vulvare spontaneo o provocato; certi uomini lamentano quadri di &#8220;prostatite&#8221; ricorrente in cui, tuttavia, gli esami escludono un&#8217;infezione batterica; altre persone descrivono una costellazione di sintomi urinari, intestinali o sessuali apparentemente scollegati tra loro. Spesso nel tempo si susseguono visite specialistiche diverse, senza riuscire a individuare un’unica chiave di lettura che renda conto dell’intero quadro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i&nbsp;<strong>sintomi più frequenti</strong>&nbsp;si possono riscontrare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Sensazione di tensione, peso o dolore localizzato nella regione perineale;</li>



<li>Nella donna: bruciore, dolore pungente, sensazione di spilli o di &#8220;abrasione&#8221; nella regione vulvare e vestibolare (vulvodinia);</li>



<li>Nell’uomo: dolore o tensione a livello testicolare, penieno o sovrapubico</li>



<li>Dolore durante o dopo i rapporti sessuali (dispareunia), che nella donna può associarsi a difficoltà o impossibilità alla penetrazione e nell’uomo a dolore durante o dopo l’eiaculazione;</li>



<li>Sintomi del basso tratto urinario (LUTS): bisogno frequente di urinare, urgenza minzionale o fastidio/bruciore durante la minzione;</li>



<li>Percezione persistente di dover evacuare o urinare anche dopo averlo appena fatto (tenesmo), con sensazione di svuotamento incompleto;</li>



<li>Difficoltà nell’evacuazione (dischezia) con sensazione di blocco o necessità di spingere in modo eccessivo nonostante lo stimolo sia presente e anche quando le feci sono di consistenza normale;</li>



<li>Dolore riferito a livello di bacino, glutei, inguine, basso addome o regione sacrococcigea;</li>



<li>Peggioramento dei sintomi dopo una seduta prolungata o l&#8217;utilizzo di indumenti stretti.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Molte di queste manifestazioni possono sembrare problemi separati, ma in realtà nella maggior parte dei casi condividono meccanismi e fattori di mantenimento comuni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I fattori in gioco: perché è importante una valutazione integrata</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nella vulvodinia, e più in generale nel dolore pelvico cronico, il&nbsp;<strong>problema raramente dipende da un&#8217;unica causa</strong>&nbsp;isolata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sistema nervoso, muscoli, tessuti connettivi, funzionalità intestinale e urinaria, equilibrio ormonale e vissuto della persona possono influenzarsi l’un l’altro, contribuendo al mantenimento dei sintomi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli elementi più frequentemente coinvolti è il&nbsp;<strong>pavimento pelvico</strong>. In molte persone si osserva una ridotta capacità di rilassamento della muscolatura perineale (<em>overactive</em>&nbsp;o&nbsp;<em>non-relaxing pelvic floor</em>), con presenza di tensioni persistenti, aree dolorose o trigger miofasciali che possono partecipare direttamente al dolore oppure rappresentare una risposta adattativa a uno stimolo doloroso già presente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un secondo aspetto riguarda il modo in cui il sistema nervoso elabora e modula gli stimoli provenienti dall’area pelvica. Quando il dolore persiste nel tempo, il sistema nervoso può diventare progressivamente più sensibile, amplificando la risposta a input che normalmente verrebbero percepiti come neutri o solo lievemente fastidiosi. È il fenomeno che in medicina viene definito&nbsp;<strong>sensibilizzazione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;<strong>rapporto tra dolore e tensione muscolare</strong>&nbsp;è spesso&nbsp;<strong>bidirezionale</strong>: il dolore può aumentare la contrazione difensiva della muscolatura e, allo stesso tempo, una muscolatura che fatica a rilassarsi può contribuire al persistere dei sintomi. Nel tempo può così instaurarsi un&nbsp;<strong>circolo vizioso</strong>&nbsp;in cui dolore, tensione muscolare e aumentata sensibilità dei tessuti e del sistema nervoso tendono ad alimentarsi reciprocamente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’importanza della squadra terapeutica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle forme persistenti o più complesse di dolore pelvico cronico, la letteratura scientifica internazionale sottolinea come un&nbsp;<strong>approccio multidisciplinare</strong>&nbsp;sia il più efficace, perché permette di individuare quali fattori risultino al momento più rilevanti in chi si ha di fronte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Spesso le persone si mettono alla ricerca del professionista “giusto”, quando la domanda corretta da farsi è: “<em>Come posso costruire la squadra terapeutica adatta a me?</em>”</p>



<p class="wp-block-paragraph">In momenti diversi del percorso, infatti, possono rivelarsi fondamentali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Medici specialisti</strong> (ginecologo, urologo, proctologo, neurologo o specialista in terapia del dolore);</li>



<li><strong>Fisioterapisti</strong> o riabilitatori del pavimento pelvico;</li>



<li><strong>Nutrizionisti </strong>(in presenza di sintomi intestinali associati);</li>



<li><strong>Psicoterapeuti</strong> (per il supporto e la gestione del dolore cronico);</li>



<li><strong>Osteopati</strong>.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Quale può essere il ruolo dell’osteopatia in questa squadra?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’osteopatia non rappresenta una cura a sé stante per la vulvodinia e non sostituisce le terapie mediche o la riabilitazione pelvica specifica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’interno dell’équipe, l’<strong>intervento osteopatico</strong>&nbsp;si inserisce in modo&nbsp;<strong>complementare</strong>&nbsp;<strong>e sinergico</strong>&nbsp;con il lavoro degli altri professionisti, andando a identificare e trattare quei&nbsp;<strong>fattori biomeccanici</strong>&nbsp;locali e a distanza che possono contribuire al mantenimento del dolore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In alcune persone tali fattori rappresentano una componente rilevante del problema, in altre hanno un ruolo secondario. Per questo la valutazione serve innanzitutto a capire se un percorso osteopatico possa essere realmente utile e come integrarlo con gli altri interventi terapeutici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il mio approccio: l&#8217;esperienza clinica e la visione medico-osteopatica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso degli anni ho maturato una profonda esperienza nell’ambito del dolore pelvico cronico e della vulvodinia, sia attraverso la&nbsp;<strong>collaborazione attiva con professionisti all’interno di équipe dedicate</strong>, sia grazie al mio impegno nell’<strong>Associazione Vulvodinia e Neuropatia del Pudendo ETS</strong>, di cui sono co-fondatrice.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa esperienza mi ha insegnato quanto sia importante leggere i sintomi da prospettive differenti e coordinare gli interventi terapeutici, perché quando le diverse figure comunicano e condividono gli obiettivi,&nbsp;<strong>il</strong>&nbsp;<strong>percorso diventa più chiaro, efficiente e rapido</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mia formazione medica mi permette, come primo passo irrinunciabile, di effettuare la diagnosi differenziale ed escludere patologie che richiedano approfondimenti di pertinenza specialistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>valutazione</strong>&nbsp;si allarga poi alla comprensione di come le diverse componenti del problema interagiscano tra loro, analizzando:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>La funzionalità del pavimento pelvico, anche in relazione alla dinamica respiratoria;</li>



<li>La postura complessiva e gli adattamenti muscoloscheletrici;</li>



<li>La mobilità articolare di bacino, colonna vertebrale e arti inferiori;</li>



<li>La presenza di cicatrici chirurgiche o ostetriche (come esiti di episiotomia o taglio cesareo), che possono vincolare la mobilità dei piani fasciali;</li>



<li>Tutti i sintomi urinari, intestinali e sessuali associati.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Vuoi approfondire il tuo quadro clinico?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se soffri di vulvodinia, dolore pelvico cronico o sintomi che coinvolgono contemporaneamente la sfera ginecologica, urinaria, intestinale e muscoloscheletrica, una valutazione medico-osteopatica può aiutare a comprendere meglio i diversi fattori coinvolti, quali meritino maggiore attenzione in quel momento, e a definire il percorso più appropriato per la tua situazione.</p>
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		<title>Dolore muscoloscheletrico e postura: l’origine del problema può non essere dove fa male</title>
		<link>https://monticlaudia.it/articolo/dolore-muscoloscheletrico-e-postura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Monti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 17:55:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dolore]]></category>
		<category><![CDATA[Postura e movimento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Situazioni frequenti Molte persone convivono con disagi cronici o ricorrenti che colpiscono diverse aree del corpo. Tra i motivi più comuni che spingono a...</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Situazioni frequenti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Molte persone convivono con disagi cronici o ricorrenti che colpiscono diverse aree del corpo. Tra i motivi più comuni che spingono a richiedere una consultazione ci sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Cervicalgia e tensione a collo e spalle;</li>



<li>Mal di schiena;</li>



<li>Sciatalgia;</li>



<li>Dolore tra le scapole;</li>



<li>Mal di testa;</li>



<li>Dolori articolari ricorrenti;</li>



<li>Sensazione di rigidità o affaticamento muscolare.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">In alcuni casi il dolore compare in modo netto dopo un trauma, un infortunio o un sovraccarico evidente oppure all’interno di patologie ortopediche o reumatologiche. In altri, invece, tende a comparire gradualmente (tanto da faticare a ricordarne l’inizio preciso), a ripresentarsi nel tempo o a spostarsi da una zona all’altra senza una causa apparentemente identificabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La postura come modalità di adattamento: oltre le immagini radiologiche</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando si parla di postura, molte persone immaginano una posizione statica “corretta” da mantenere: spalle dritte, schiena allineata, bacino perfettamente in asse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà la postura è un processo dinamico e continuo di adattamento. In ogni istante il sistema nervoso centrale integra informazioni provenienti da diverse parti del corpo per mantenere l’equilibrio, gestire il movimento e rispondere alle richieste dell’ambiente circostante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diversi sistemi partecipano attivamente a questo flusso di informazioni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>La vista</strong> (e la coordinazione dei muscoli oculari);</li>



<li><strong>L&#8217;apparato stomatognatico</strong> (la bocca, i denti, la lingua e l&#8217;articolazione temporomandibolare);</li>



<li><strong>I piedi</strong> (l&#8217;appoggio podalico sia in statica che durante il cammino);</li>



<li><strong>Il sistema miofasciale</strong> (i muscoli e i tessuti di rivestimento).</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Quando uno o più di questi sistemi funziona in modo meno efficiente, il corpo può mettere in atto strategie di compenso che, nel tempo, possono aumentare il carico meccanico su strutture muscoloscheletriche situate anche molto lontano dal punto di origine del disturbo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>L’intensità del dolore non concorda necessariamente con la gravità di ciò che mostrano le immagini;</li>



<li>Alterazioni evidenziate da radiografie, TAC o risonanze possono non spiegare completamente i sintomi presenti;&nbsp;</li>



<li>Spesso il punto in cui compare il dolore&nbsp;rappresenta solo l&#8217;anello debole della catena, e non il fattore che contribuisce maggiormente a mantenere il problema.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Come affronto questi problemi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La mia doppia formazione, medica e osteopatica, mi permette innanzitutto di effettuare una diagnosi differenziale: il primo obiettivo è sempre escludere situazioni di pertinenza specialistica o che richiedano ulteriori approfondimenti diagnostici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esclusi questi casi, l’attenzione si sposta sulla comprensione del modo in cui il corpo si sta adattando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la valutazione prendo in considerazione diversi elementi integrati:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Qualità del movimento</strong>&nbsp;e distribuzione dei carichi corporei;&nbsp;</li>



<li><strong>Dinamica respiratoria</strong>&nbsp;e mobilità del diaframma;&nbsp;</li>



<li><strong>Appoggio podalico</strong>&nbsp;in statica e in dinamica;&nbsp;</li>



<li><strong>Funzionalità dell’apparato stomatognatico</strong>;&nbsp;</li>



<li><strong>Efficienza della visione binoculare</strong>&nbsp;(la capacità degli occhi di lavorare in modo coordinato);&nbsp;</li>



<li><strong>Presenza di cicatrici significative</strong>, che possono causare aderenze tissutali con alterazione della mobilità dei piani fasciali;&nbsp;</li>



<li><strong>Relazioni&nbsp;</strong>con altri sintomi apparentemente slegati presenti nella persona.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Intercettare queste alterazioni permette di comprendere quali adattamenti&nbsp;deve continuamente mettere in atto l’organismo, aumentando il carico sul sistema e contribuendo alla persistenza del dolore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando è utile un approccio interdisciplinare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando riscontro alterazioni che coinvolgono sistemi come la vista, l’apparato stomatognatico o l’appoggio podalico è opportuno coinvolgere altre figure professionali per analizzare meglio i fattori coinvolti nel mantenimento dei sintomi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A seconda del caso, possono risultare utili approfondimenti ad esempio con:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Odontoiatra o gnatologo,</li>



<li>Podologo,</li>



<li>Ortottista, optometrista o oculista,</li>



<li>Altri professionisti coinvolti nella rieducazione posturale.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Quale può essere il ruolo dell’osteopatia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’osteopatia non sostituisce gli accertamenti diagnostici né rappresenta una cura per tutte le forme di dolore muscoloscheletrico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Offre tuttavia una prospettiva complementare che abbraccia il corpo nella sua totalità, perché non limita la valutazione alla sede del dolore, ma si allarga alle relazioni tra le strutture.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso tecniche manuali specifiche, il trattamento osteopatico mira a migliorare la mobilità delle strutture coinvolte e a ridurre i compensi sviluppati nel tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio tipico&nbsp;sono proprio le cicatrici: trattare le restrizioni di mobilità del tessuto cicatriziale può ridurre le tensioni anomale che si ripercuotono sulle catene miofasciali, con l’obiettivo di favorire un equilibrio più efficiente e confortevole.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Vuoi approfondire il tuo quadro clinico?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se soffri di dolori muscoloscheletrici persistenti o ricorrenti e desideri una valutazione che consideri il corpo come un sistema integrato, puoi contattarmi per una prima visita.</p>
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